L’associazione dell’alleanza contro il tumore ovarico alla convention Donne Protagoniste in Sanità: “Decisivo intervenire in modo corretto fin da subito”
Firenze, 11 settembre 2025. “Ogni anno in Italia si registrano oltre 5mila nuove diagnosi di tumore ovarico. Intervenire nel modo corretto fin dal momento della diagnosi è fondamentale, perché questo può incidere in maniera decisiva sulla prognosi”. Lo ha detto la vicepresidente di Acto Italia (Alleanza contro il tumore ovarico), Silvia Gregory, intervenendo oggi a “Donne Protagoniste in Sanità”, la Convention sulla salute al femminile in corso al Fuligno Montedomini.
“Il tumore ovarico – ha spiegato Gregory – è una patologia che rappresenta ancora oggi una sfida complessa per la salute delle donne. Negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti significativi per quanto concerne le terapie, i test genetici e la creazione di centri specializzati, ma ancora non basta”.
Gregory ha presentato il lavoro di Acto Italia, nata 15 anni fa come prima associazione nazionale dedicata al tumore ovarico e oggi punto di riferimento anche per le pazienti affette da altri tumori ginecologici. Attraverso il sito, le donne possono trovare informazioni su diagnosi, prognosi e terapie, ma anche partecipare a webinar con esperti e a momenti di confronto sulla qualità della vita durante e dopo i trattamenti. Acto promuove così una vera community, in grado di offrire ascolto, condivisione e conforto in un percorso che spesso è lungo e complesso, con più cicli terapeutici e con recidive frequenti.
“Nel 2024 – ha ricordato la vicepresidente – sono state registrate 5.423 nuove diagnosi in Italia, con un’incidenza pari a 12 casi ogni 100.000 donne/anno: l’80% delle diagnosi avviene in fase avanzata e il 10-15% è legato a mutazioni Brca1 e Brca2. In tutto questo, è stato constatato come l’obesità possa rappresentare un nuovo fattore di rischio. Nonostante la prognosi resti impegnativa (la sopravvivenza a 5 anni è del 43%), le nuove terapie hanno migliorato significativamente le prospettive. In particolare, i Parp inibitori si sono dimostrati efficaci nelle donne con mutazioni Brca e Hrd”.
“A livello globale – ha concluso Gregory – la World Cancer Association ha previsto un aumento dei casi entro il 2050, soprattutto nei Paesi a basso reddito, con un conseguente incremento della mortalità. In Europa, invece, l’incidenza dovrebbe rimanere stabile all’8,8%”.
L’intervento si è inserito nella seconda giornata della Convention, dedicata ai grandi temi dell’oncologia femminile, confermando l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tumore ovarico, tra ricerca scientifica, sostegno alle pazienti e politiche di sanità pubblica.




